Nevicate nell'entroterra e Metauro in piena nel novembre 2005

ECCO UN ALTRO ANNO MILLE

PESARO - I record si susseguono. Ogni evento meteorologico ne incorona uno: il temporale più violento del secolo, la precipitazione più copiosa degli ultimi trent' anni. Ebbene, anche questo ultimo episodio di maltempo ha lasciato il segno. Le consistenti nevicate che hanno imbiancato prematuramente l'entroterra stanno contribuendo a decretare il 2005 come l'anno della grande neve (tanto che la Provincia ha voluto dedicare un libro con le più belle immagini delle imbiancate del 23 gennaio scorso e di fine febbraio). Ma contemporaneamente, il 2005 sarà anche quello che vanta tra le maggiori quantità d'acqua precipitata al suolo in 365 giorni. Solo a novembre (le rilevazioni sono aggiornate a domenica) gli strumenti dell'osservatorio Valerio hanno raccolto 132 miIlimetri di pioggia. Quasi «nulla» in confronto ai 367 mm rilevati in 27 giorni dalla stazione meteo dell' Assam di Frontone, o i 308 mm di Piobbico e i 260 di Sant' Angelo in Vado. E comunque, solo in città, dall'inizio dell'anno possiamo annoverare ben 967,8 millimetri di pioggia, contro i 690 medi del periodo. Facile prevedere che prima del 31 dicembre si sfonderà la fatidica quota 1.000, che ad eccezione del 1996 (quando caddero al suolo 1.119 mm) vanta precedenti solo negli anni '70 e nel 1941. Il massimo assoluto si è verificato nel lontano 1885, con 1254 millimetri. E gli effetti nell'entroterra si vedono. I 1.511 mm monitorati nella stazione di Frontone spiegano perfettamente come mai, visitando i nostri monti, si vedano spuntare rivoli d’acqua ovunque, su alvei rimasti secchi per anni. Per quanto riguarda le temperature, nonostante il gelo anticipato (venerdì i termometri del Valerio sono scesi a -1.3°), le medie dell'anno restano comunque sopra la norma. Così come accade a livello globale. Difficile accettarlo, perché in questi giorni in città si resta sotto le medie. Ieri la minima è stata di 2,6° (contro i 5° del periodo), mentre alle 14 si è saliti a +8,7°. Intanto oggi arriva dalla Francia una nuova perturbazione.

fra. pe.
Da: “Il Resto del Carlino” del 28-11-2005

FONTE DELL'ARTICOLO:
Poggiani L. e Volpini P. - Nevicate dal 1971. In: La Valle del Metauro - Banca dati sugli aspetti naturali e antropici del bacino del Metauro. Ed. Associazione Naturalistica Argonauta e Comune di Fano, Fano (PU). Sito Web: www.lavalledelmetauro.it (consultato il 28/02/2008).

Numerosi gli interventi di soccorso ad automobilisti in difficoltà Imbiancate le cime di Carpegna del Catria e del Nerone
Temperature al di sotto dello zero, i consigli della Polizia stradale
Urbino nella morsa della neve

URBINO - Neve e gelo tornano a far paura. Una seconda ondata di grande freddo accompagnata da precipitazioni nevose ha infatti colpito nella prima mattinata di ieri tutta la zona del Montefeltro, provocando disagi gravi agli automobilisti.
All'alba, i tragitti che circondavano la città ducale erano completamente imbiancati. La neve ha iniziato a cadere copiosa intorno alle 8.30 - 9. Nonostante il sole abbia fatto la sua comparsa nel tardo pomeriggio, a più riprese durante la giornata, diverse rapide e timide spolverate hanno interessato la città. L'ispettore della Polizia stradale Pierpaolo Mariani, interpellato sui problemi creati alla viabilità, ha lanciato un appello a tutti gli automobilisti, invitandoli ad essere più prudenti ed a seguire le indicazioni delle previsioni meteorologiche: “Come spesso accade, nonostante gli avvertimenti dei giorni scorsi - ha detto l’ispettore -, i cittadini risultano impreparati. Purtroppo partono sprovvisti delle precauzioni necessarie ad evitare inconvenienti”.
Anche se l'ufficio tecnico del Comune di Urbino, per ora, si è preoccupato solamente di predisporre i mezzi in caso di necessità, la polizia stradale di Urbino ha effettuato numerosi interventi di soccorso. Sino all'ora di pranzo gli agenti erano dovuti “uscire” per ben tredici volte, effettuando altrettanti soccorsi. I punti di criticità della rete viaria sono risultati soprattutto quelli attorno a Bocca Trabaria e quelli circostanti l'area di Bocca Seriola. “Tutte le strade provinciali sono innevate - ha continuato l'ispettore Mariani facendo il punto della situazione - ed quindi invito tutti coloro i quali si vogliono muovere in macchina, o comunque sono costretti ad usare l’auto, a portare con loro le catene anti-neve”.
Nella città ducale, i termometri hanno fatto segnare temperature che si aggirano tra i - 2° ed i 4°; il vento è gelido e tagliente e per oggi è previsto addirittura un calo di ulteriori 4 gradi. I rilievi che circondano Urbino, offrono un suggestivo candido panorama: le cime di Carpegna, Nerone e Catria sono tutte imbiancate. Fuori dall'armadio guanti e cappellini di lana, i bambini che sono usciti dalle scuole hanno cominciato, quest'anno, a giocare a palle di neve con notevole anticipo: l'anno scorso di questi tempi, non si indossavano neanche i giubbotti pesanti.
La neve ha fatto la sua comparsa anche a Pennabilli, una nuova spruzzata di neve si è avuta anche a Cagli, nella notte; come pure a Monteciccardo, mentre a Montecchio e Colbordolo, i fiocchi bianchi scesi verso le 6 di mattina si sono ben presto trasformati in pioggia.
GIORGIO BERNARDINI
Da: “Il Corriere Adriatico” del 23-11-2005 - Cronaca di Pesaro


Tutto l’entroterrasotto una bianca coltreTraffico in difficoltàMolte case isolateScuole chiuseanche a Urbania
Mezzo metro di neve, Urbino paralizzata
Imperversa il maltempo: a Mombaroccio un’anziana sfiorata dal fulmine muore per lo spavento

PESARO - Rispetto al calendario meteorologico è arrivato in netto anticipo ma, a giudicare dal gelido maltempo che ha saputo scatenare in queste ore, quest’anno, l’inverno, sembra più tenace del solito. Le pessime condizioni meteorologiche hanno anche causato una vittima: si tratta di un’ottantenne residente a Mombaroccio colpita da infarto per il grande spavento di essere stata sfiorata dal fulmine che le ha anche danneggiato la casa. La malcapitata - Emma Gasparri - stava dormendo con il marito accanto nella sua abitazione di via Servizi. D’improvviso, saranno state le 4,30, un boato. Un fulmine è penetrato nella casa attraverso l’antenna della tv, causando qualche danno. Ma soprattutto spaventando la donna che è stata colta da malore. trasportata all’ospedale sull’ambulanza del 118, è spirata poco dopo.
E ad essere presa di mira con particolare vigore dal freddo e dal gelo è stata la zona del Montefeltro dove la neve ha raggiunto i 50-60 centimetri (70 sul Monte Nerone). A Pesaro le temperature minime hanno sfiorato, secondo i dati rilevati dall’ Osservatorio Valerio, i 4 gradi (un po’ al di sotto della media stagionale): a questo clima decisamente invernale si è aggiunto un gelido vento di bora che ha “sparato”, nella notte, raffiche da 82 km/h.
Ma l’inverno si è scatenato a Urbino che, ieri, era quasi completamente isolata. La neve ha bloccato tutte le arterie principali che portano alla città ducale. A causa di un camion finito fuori strada a causa del ghiaccio, la SP73 bis è rimasta bloccata per quasi l’intera mattinata all’altezza di Urbino. Il risultato? Una lunga coda di auto con a bordo studenti e pendolari. L’accesso alla città ducale da Fermignano era davvero impraticabile e difficoltoso era anche il percorso da Gadana: da Pesaro la situazione era meno catastrofica ma il transito era ugualmente molto rallentato e la strada era percorribile soltanto con le catene montate. Spazzaneve e spargisale sono stati sommersi da un superlavoro: i vigili del fuoco hanno eseguito oltre una trentina di interventi e le otto squadre a disposizione non hanno avuto tregua. L’emergenza è stata talmente grande che è stato necessario anche l’intervento del personale in riposo, circa una decina di unità e, nel pomeriggio, sono giunti a Urbino anche altri rinforzi da Ancona. Per tutta la giornata di ieri, i vigili del fuoco hanno tentato di arginare i disagi dovuti all’abbondante nevicata. E sempre a causa della neve - che in serata era sul mezzo metro - il sindaco di Urbino ha firmato un’ordinanza che dispone la chiusura di tutte le scuole del territorio comunale (capoluogo e frazioni) per la giornata di oggi.
E nel caso dovessero perdurare le precipitazioni nevose, il Comune ha anche suggerito ai cittadini alcune raccomandazioni tra cui quella di usare i mezzi di trasporto pubblico ed evitare l'uso delle auto private; non occupare con la sosta delle auto le sedi stradali e le vie all'interno e all'esterno del centro storico per non intralciare il lavoro dei mezzi di intervento; usare l'auto solo per casi di rilevante necessità e solo se munita di pneumatici da neve e proteggere i contatori dell'acqua con materiale isolante per evitare rotture. Nella tarda serata il buoi è caduto su Urbino, un black out che è durato quanto basta per far temere il peggio.
“Ci impegneremo per fare ripristinare tutti i collegamenti” ha promesso ieri il presidente della Provincia Ucchielli. E a questo proposito è stato attuato il “Piano di emergenza neve, ghiaccio e altre urgenze invernali, denominato per brevità Penguin che prevede l'utilizzo di 121 automezzi spalaneve e 68 spargisale di imprese private. E comunque ieri tutti i valichi della provincia di Pesaro Urbino, tranne quello del Furlo, erano transitabili solo con catene montate o pneumatici da neve. Neve che ha dettato legge anche per un paio di appuntamenti culturali urbinati. E’ stato posticipato in data da destinarsi l'incontro pubblico previsto per oggi e organizzato dalla Comunità di Sant'Egidio, nell'ambito della propria campagna internazionale per l'abolizione della pena di morte. Anche il Viaggio Sentimentale dedicato a Paolo Volponi intitolato La città sospesa, che si sarebbe dovuto tenere ieri alle 15,30, è stato rimandato.
Si è registrata anche una circolazione problematica nelle arterie principali, che in molti tratti presentavano il fondo ghiacciato, specialmente la strada provinciale metaurense che collega Fermignano a Urbania, che ha rallentato molto il transito delle autovetture.
E anche a Fermignano il copione era simile: dalle 4 di ieri mattina la neve ha iniziato a cadere imperterrita, senza pausa e alle 13 il manto aveva raggiunto in paese i 20 - 25 cm di spessore causando notevoli disagi alla circolazione. I mezzi con le pale meccaniche necessari per le pulizie delle strade comunali e periferiche sono stati messi nelle condizioni di operare pressoché dall'inizio del turno dei dipendenti del Municipio coadiuvati, come sempre, dal funzionario dell'Ufficio Tecnico del Comune di Fermignano, Luciano Cleri. Molti gli interventi in viale Martiri della Libertà e via Carducci.
ANTONELLA MARCHIONNI
Da: “Il Corriere Adriatico” del 24-11-2005 - Cronaca di Pesaro


Famiglie evacuate, strade interrotte ancheda frane e smottamenti, Protezione Civileforze dell’ordine e operatori del soccorsomobilitati: preoccupano le previsioni meteo
La provincia allagata: paura e danni ingenti
Pioggia e scioglimento della neve hanno gonfiato le acque dei fiumi che hanno esondato

PESARO - La provincia allagata. I danni sono incalcolabili. Straripati i fiumi Marecchia, Conca, Foglia e Metauro. Argini rotti in più parti e famiglie evacuate a Fermignano, Urbania e Acqualagna. Un disastro senza limiti quello che si è abbattuto sul territorio provinciale, dopo la neve dei giorni scorsi, messo a dura prova dall’acqua. Frane, smottamenti e famiglie evacuate. Pioggia battente a scandire le ore senza sosta, con la neve passata che - complice anche un innalzamento della temperatura - si è in buona parte sciolta andando a gonfiare i fiumi fino all’inverosimile.
A Pesaro problemi in strada Fontesecco con il Foglia esondato a creare impaccio alla circolazione stradale. Allagati tutti i terreni lungo il fiume, con le situazioni più critiche in zona Torraccia. Chiusi per precauzione il centro operativo comunale di via Toscana e il parcheggio dell’Iper Rossini. Stesso scenario anche verso Montelabbate, con qualche punto di via Pantanelli totalmente inondato. A Pontevecchio di Colbordolo strada transennata perché completamente allagata dall’acqua del Foglia. Esondazioni del fiume anche tra Ca’ Gallo e Borgo Massano al punto che la strada provinciale 3 bis Fogliense è stata chiusa al traffico. Altrettanto per la 139 che conduce dal Beato Sante a Fonte Corniale. Foglia uscito dagli argini anche a Rio Salso e Case Bernardi.
Stessa situazione e forse ancor peggiore nelle vallate del Metauro, del Candigliano e in Valmarecchia. A Fermignano, in località Zaccagna, a pochi passi della zona industriale fermignanese, quattro famiglie (12 persone) sono state evacuate a scopo precauzionale, tra cui quella di Gino Moretti, artigiano che fabbrica bare. Ma la furia della natura ha minacciato l’incolumità umana anche a Urbania. Sono state evacuate due famiglie a Santa Maria in Campolungo e una al Ponte della Barca, lungo la provinciale per Acqualagna. Quattro famiglie, compresi due anziani coniugi in carrozzella, evacuate in località le Baracche. Chiuse per smottamenti tutte le strade comunali di Peglio.
Ad Acqualagna stesso scenario surreale. In località Bellaria fin dalla mattina la provinciale 257 era stata interessata da frane, tant’è che per molte ore si è viaggiato a senso unico alternato.
Chiuse anche la provinciale 99 nel tratto tra San Sisto e Montefiorentino, la 2 Conca - nel tratto Faggiola - e la 135, tra Macerata Feltria e Valle di Teva. Frane anche sulla strada che conduce da Carpegna a San Sisto. Smottamenti anche sulla Scheggia. Situazione di massima delicatezza anche a Novafeltria e dintorni. Il fiume Marecchia è esondato in più punti rendendo necessaria la chiusura di tre ponti: per Petrella Guidi, tra Ponte Messa e Casteldelci (sulla strada provinciale 76) e sulla provinciale 107, la strada che da Novafeltria conduce a Maiolo. Chiusa la comunale di Cavallara (San Leo) perché un torrente in piena ha invaso la strada. A Ponte Santa Maria Maddalena, lungo la strada che conduce ad Uffogliano, completamente allagato il ristorante “La spiga d’oro” (le prime stime indicano 20.000 euro di danni). Ovviamente stato di massima allerta per la Provincia.
In servizio da ieri mattina tutto il personale del servizio viabilità e della Protezione civile. La sala operativa in servizio in Prefettura è attiva 24 ore su 24. Eventuali chiamate - per le emergenze funzionano 112 - 113 - 115 - 188 - possono essere indirizzate allo 0721-386111. Alle 21 la situazione era sotto controllo.
EMANUELE LUCARINI
Da: “Il Corriere Adriatico” del 27-11-2005 - Cronaca di Pesaro


Preoccupa la situazione alla foce del fiume. Allestiti duecento posti letto
Metauro in piena, pronti all’evacuazione

FANO - Allarme maltempo per il fiume Metauro. Le incessanti piogge di ieri, che hanno sciolto la neve caduta nei giorni scorsi in tutto l'entroterra, hanno fatto ingrossare il fiume provocando una delle piene più imponenti degli ultimi dieci anni. I responsabili dell'ufficio tecnico del Comune in collaborazione con la protezione civile, preoccupati per l'arrivo di una nuova perturbazione dal Tirreno prevista per le 23 di ieri sera, in via cautelativa hanno allestito un centinaio di posti letto nelle palestre delle scuole elementari di Ponte Metauro e di Bellocchi, vagliando anche la possibilità di istituire centri di ricovero in altre strutture ricettive per garantire asilo a circa 200 persone.
A rischio le abitazioni che si trovano in prossimità della foce del fiume, che potrebbero allagarsi tanto da richiederne lo sgombero. In serata si è infatti studiato un piano per l’eventuale evacuazione della zona di Madonna Ponte, in particolare viale Piceno, dall’hotel Metauro fino al ponte, via delle Brecce, e via dei Tamerici. Il sindaco ha emesso un'ordinanza che invitava a rimuovere mobili e suppellettili al piano terra delle abitazioni. Intorno alle 19 di ieri sera il livello delle acque era già ad un metro e mezzo sotto l'argine, tanto da far temere un'esondazione alla foce.
Preoccupati gli abitanti: Il fiume non lo pulisce mai nessuno - racconta Mario Paolini che abita in via Tombaccia - la presenza dei rami finisce per ostruire il passaggio dell'acqua. Lungo il Ponte Metauro, la polizia stradale ha istituito il senso unico alternato per ragioni di sicurezza al traffico. A preoccupare soprattutto è l'argine verso Metaurilia che, essendo più basso, potrebbe non riuscire a contenere il tracimare delle acque.
Già nella mattinata la situazione aveva cominciato a farsi preoccupante: il fiume stava crescendo a dismisura, trascinando rami di alberi e tronchi, tanto da richiedere l'intervento della protezione civile che con squadre dislocate in diversi punti strategici monitorava la situazione del fiume. Al lavoro una trentina di persone. Dopo un primo straripamento a circa settecento metri dalla foce in una zona disabitata, la situazione ha cominciato con il passare delle ore sempre più a peggiorare, tanto da trasformare l'allerta in un vero e proprio allarme. Nelle ore centrali della giornata il fiume ha rotto gli argini alla chiusa di Cerbara, in località Caminate. Per fortuna l'area di espansione era composta da campi coltivati, per cui non si sono registrate difficoltà.
Esondazione anche per il torrente Arzilla, che ha riversato le sue acque nei campi a circa un chilometro oltre Centinarola. Preoccupante anche la situazione delle strade per piccoli smottamenti, la presenza di acqua mista a fango, di detriti, e di rami pendenti. A rischio allagamento i sottopassi della superstrada, in particolare quello in località Tavernelle. La pioggia ha provocato danni anche a Fratte Rosa. Nella mattinata una frana ha bloccato una strada di campagna in via Ortaia, creando forte preoccupazione per la presenza nelle immediate vicinanze di un'abitazione. Sul luogo sono intervenuti i vigili del fuoco di Fano che hanno lavorato diverse ore per liberare il passaggio dal terreno franato e per evitare che la famiglia rimanesse isolata. La strada è stata chiusa.
Forte preoccupazione anche per l'annunciata apertura in serata della diga di Tavernelle: il fiume potrebbe ingrossarsi ancora rompendo gli argini.
FEDERICA GIOVANNINI
Da: “Il Corriere Adriatico” del 27-11-2005 - Cronaca di Fano


FONTE DEGLI ARTICOLI: www.corriereadriatico.it
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