Nevicate nella Provincia di Pesaro e Urbino nel gennaio 2005

PAESI "SEPOLTI" DALLA NEVE - LA PROVINCIA MOBILITA CENTOVENTI MEZZI E CENTOQUARANTA UOMINI

E' sempre più spesso il mantello bianco che ricopre il territorio della nostra provincia. Ad eccezione della bassa valle del Foglia, in tutto l'entroterra si mostra un panorama che non si ricordava da tempo. In alcune zone, anche a causa degli accumuli prodotti dal forte vento, la coltre nevosa raggiunge i due metri. E' accaduto a Valpiano Miratoio (nei pressi di Pennabilli) così come a Balze di Verghereto e anche nella zona tra Macerata Feltria e Monte Cerignone. A Cagli e Cantiano la situazione varia tra gli 80 centimetri e il metro e mezzo.
Per quanto riguarda la viabilità, la Provincia ha attivato da due giorni gli oltre 120 mezzi a disposizione (tra quelli pubblici e privati) che intervengono 24 ore su 24 per fare fronte alle emergenze. Fino al tardo pomeriggio di ieri la circolazione era libera quasi ovunque. Chiuse solo le strade di alta montagna, quelle del Nerone, del Petrano e del Catria. Anche i passi sono tutti percorribili, ma solo con catene a bordo o con gomme termiche, visto che la situazione meteo per il momento non prevede miglioramenti. La neve e il freddo hanno anche indotto i sindaci di molti Comuni a chiudere le scuole: così a Novafeltria, Urbino, Urbania e in molti altri centri dell'alta Val Marecchia e Metauro. «Per quanto riguarda il trasporto pubblico - precisa il dirigente della Protezione civile De Angelis - a parte qualche ritardo registrato nelle corse, i collegamenti sono tutti attivi». Ma intanto la corriera che da Roma va a Pesaro è arrivata a Cagli a mezzanotte, invece che alle 19. Nei vicoli di Cagli disagi per gli anziani per la difficoltà di riaprire la strada, invece gli spazzaneve sono intervenuti bene a Cerreto, Massa e Pianello. Un'ambulanza partita da Cagli in via Purgotti, per raggiungere l' Ospedale di Urbino verso le 14 di martedì in piena bufera, è rientrata a Cagli oltre le 18.
Nel corso della nottata scorsa la Croce Rossa di Fossombrone con quattro mezzi attrezzati ha raggiunto il Passo della Contessa dove ha portato soccorso con viveri a una quarantina d'autisti di automezzi pesanti, bloccati dal pomeriggio. Mentre ieri, i volontari del soccorso sono andati fino a Pergola per prelevare una dottoressa del 118 che fa servizio a Fossombrone.
"La situazione è comunque sotto controllo - assicura l'assessore provinciale ai Trasporti Mirko Ricci - restiamo in allerta per gestire le emergenze con un dispiegamento di forze che comprende tre turbine, due vomeri, una lama, il gatto delle nevi e i mezzi spandisale, affiancati da oltre 140 uomini tra cantonieri e addetti della Protezione Civile. Le consistenti precipitazioni hanno poi un risvolto positivo per quanto riguarda le risorse idriche".

Serravalle di Carda m 1,5
Sant'Agata Feltria m 0,60
Cagli m 0,80
Carpegna m 1
Cantiano m 0,80
Mercatello sul Metauro m 0,35

Francesca Pedini

Da: “Il Resto del Carlino” 27-1-2005


IL NEVONE 2005: UNA ENORME RISERVA D'ACQUA

Un miliardo di metri cubi di neve. E hai voglia a fare a pallate. A tanto ammonta, approssimativamente, la quantità caduta in questi giorni sulla nostra provincia. Che è l'equivalente di cento milioni di metri cubi di acqua.
Alla cifra semplicemente indicativa,si arriva moltiplicando la superficie provinciale investita dalle precipitazioni (circa 2000 km quadrati sui quasi 2900 del territorio) per uno spessore medio di quasi 50 cm di neve, ovvero 50 millimetri d'acqua. Cento milioni di metri cubi sono una riserva d'acqua pari al volume dei due maggiori invasi della regione (Fiastra e Castreccioni) messi insieme. Un'enormità. Il nevone del 2005, con uno spessore che varia dai 30 centimetri delle zone collinari ai quasi due metri di alcune aree montane, è un evento raro. Difatti lo si accosta a quello storico del 1929. E ci rammenta la mutevolezza e la ciclicità degli eventi climatici. E' singolare che ne sia rimasta esclusa la fascia costiera, ma la spiegazione c'è: anche Pesaro avrebbe avuto le sue nevicate (pari a quelle del 1985 e 1991 avvenute sempre in gennaio) se solo avesse avuto un paio di gradi in meno di temperatura. Stavolta, nel mezzo dell'ondata polare, per paradosso è mancato il freddo. Lo scorso inverno un discreto innevamento sui monti (100 -120 cm nell'arco della stagione) ha garantito poi un' estate relativamente tranquilla sul fronte dell'approvigionamento idrico e dei flussi vitali dei fiumi, pur a fronte di un paio di periodi siccitosi. Questa volta le eccezionali nevicate lasciano intuire benefici ancora maggiori. Peccato non poterli monitorare nel tempo."Tanta neve significa tanta acqua che si infiltra lentamente all'intemo dei massicci carbonatici - spiega Mariano Didero, fino a due mesi fa idrogeologo dell'Università di Urbino, ora in pensione - andando ad alimentare i circuiti sotterranei e le sorgenti. Sarebbe stato interessante, in presenza di precipitazioni così abbondanti, osservare da qui in avanti negli anni successivi di quanto aumenta la pressione negli acquiferi profondi. Ma per la gestione sotterranea, a parte qualcosa del Burano, non abbiamo alcun dato». I rischi, ora - avverte Didero - sono legati ad un “eventuale innanzamento delle temperature e quindi ad uno scioglimento rapido, con forti piene, erosione superficiale dei terreni, interramento degli invasi».
L'agronomo Ettore Franca, da parte sua, benedice il nevone: «Al di là dei disagi per le popolazioni, i benefici sono notevoli: per la ricarica delle falde, per l'agricoltura (il freddo aiuta a contenere le popolazioni di insetti nocivi), per l'abbattimento delle polveri. Neve e gelo in questo periodo non portano danni alla vegetazione, che è nel periodo di riposo biologico. Quanto all'erosione dei terreni, dipende dai tempi di scioglimento, ma un ruscellamento graduale non provoca grossi inconvenienti. Altro sarebbe successo se, al posto di tanta neve, avessimo avuto altrettanta pioggia: allora ci sarebbero stati seri rischi di alluvione». Auguriamoci allora una lunga permanenza della coltre sui monti: perché è uno spettacolo (ormai raro alle nostre latitudini) di cui godere, perché alimenta anche quei poco di turismo montano; perché l'acqua che ne discende rivitalizza gli alvei dei fiumi, fa girare le turbine producendo elettricità e apporta sedimenti fino al mare.

Serravalle di Carda m 1,7
Sant'Agata Feltria m 0,70
Cagli m 0,80
Carpegna m 1,2
Cantiano m 0,90
Mercatello sul Metauro m 0,60

Mauro Ciccarelli
Da: “Il Resto del Carlino” del 28-1–2005


RICORDI IN BIANCO E NERO PER UNA NEVICATA COSI'

L'intera regione è sepolta sotto uno spesso mantello bianco. Per trovare una situazione analoga, si devono sfogliare molte pagine degli annali di meteorologia, e bisogna arrivare fino al 1929, quando interi paesi di montagna sono rimasti isolati per giorni. In quasi tutto, l'Appennino la coltre nevosa supera il metro, per arrivare, in alcuni punti, anche sopra i due. Così accade nel Maceratese ai Piani di Ragnolo, a Bolognola, a Castelsantangelo sul Nera. Anche a Sarnano, secondo i dati pervenuti dalle stazioni sciistiche all'Apt regionale, si segnalano dai 100 ai 140 centimetri di neve. Per la gioia di quanti, nel week end, vorranno dedicarsi agli sport invernali. La situazione non cambia nell'Ascolano. Ad Arquata del Tronto-Forche Canapine vengono indicati dai 130 ai 180 cm. Mercoledì pomeriggio, una valanga è caduta nel territorio del comune di Foce di Montemonaco ed ha isolato cinque persone, rimaste bloccate all'interno di una abitazione. Nel Pesarese, gli abitanti delle zone montuose del Carpegna, Catria e Nerone non ricordano a memoria uno spessore bianco così alto, molti anni. E sono stati numerosissimi i disagi causati dal freddo e neve. Incidenti che hanno bloccato strade e valichi per ore: 40 automobilisti sono rimasti incolonnati sul passo della Contessa fino all'invento provvidenziale della Protezione civile che ha portato viveri e bevande calde. In numerosi centri anche l'erogazione di energia elettrica ha subito interruzioni, con black out a macchia di leopardo in tutta la regione. Agli incidenti sulle strade si sono sommati poi quelli domestici: centinaia le richieste di intervento ai vigili del fuoco. Anche l'istruzione ha subito un stop, con molte scuole chiuse.
«Per trovare nevicate così copiose - racconta Redo Fusari dell'Osservatorio Geofisico di Macerata - dobbiamo tornare al 1956 (del 1929 non ci sono dati disponibili) quando a febbraio a Sassoferrato o a Croce di Casale venivano segnalati 174 centimetri, con la neve che ha coperto il terreno per oltre 30 giorni. Ma anche il 1973 fu un annata eccezionale. A Bolognola c'erano 140 cm di neve e nei passi del pesarese Bocca Serriola e Bocca Trabaria, a marzo si segnalavano 95 cm». Dalla morsa del gelo che quest'anno ha isolato l'entroterra, sembra tuttavia essersi salvata la costa. Grazie all'azione mitigatrice del mare Adriatico, la cui temperatura (che in superficie è ancora di circa 13°) ha fatto sì che la neve non attaccasse al suolo. Per i prossimi giorni comunque le previsioni indicano fenomeni in attenuazione.
«La depressione - aggiunge Fusari dell'Osservatorio meteorologico di Macerata - si sta lentamente spostando verso sud-est, anche se tra oggi e domani dovremo ancora aspettarci fenomeni sparsi, che saranno piovosi lungo la costa e nevosi sopra i 300 m di altezza. Fino a domenica le precipitazioni saranno sempre più deboli e da lunedì aumenteranno anche le temperature».

Francesca Pedini
Da “Il Resto del Carlino” 28 - 1 - 2005


Cantiano, 29 gennaio 2005
Leonardo Mattioli

Cantiano, 29 gennaio 2005
Leonardo Mattioli

FONTE DEGLI ARTICOLI E DELLE IMMAGINI:
Poggiani L. e Volpini P. - Nevicate dal 1971. In: La Valle del Metauro - Banca dati sugli aspetti naturali e antropici del bacino del Metauro. Ed. Associazione Naturalistica Argonauta e Comune di Fano, Fano (PU). Sito Web: www.lavalledelmetauro.it (consultato il 28/02/2008).


Proteste dei cittadini per le strade impraticabili, ma è stato un evento eccezionale
Anche un metro di coltre bianca

CAGLI - Cose mai viste! Anche i vecchi appassionati della montagna fanno fatica a ricordare tanta neve caduta in così poco tempo. “Un metro di neve alle pendici del monte Nerone” , ha comunicato la Provincia, sottolineando che si è trattato di una “nevicata eccezionale i cui precedenti si perdono nella memoria degli addetti alla manutenzione stradale”. Se alle pendici del Nerone e dei passi appenninici si è a quota cento centimetri, il manto ha raggiunto quote incredibili anche nelle zone collinari: la polizia stradale di Novafeltria segnalava, alle 21, mezzo metro a Sant’Agata Feltria e Villagrande. Tanta neve anche a Urbino, dove vigili del fuoco e forze dell’ordine hanno dovuto lavorare a tempo pieno per soccorrere camionisti e automobilisti in difficoltà tra la Croce dei Missionari e Calmazzo, lungo la 73 bis di Bocca Trabaria. Non pochi urbinati hanno protestato per la situazione sulle Cesane, con difficoltà nei collegamenti con la frazione di Torre, ma anche per le strade impraticabili verso i collegi universitari.
Gravi problemi a monte Paganuccio, dove alcune famiglie erano isolate da un metro di neve.
I problemi iniziavano a Calcinelli e proseguivano sino alla “Contessa”. I cittadini di Cagli e Cantiano hanno seguito l’evolversi della situazione con il fiato in gola. Anche alcuni cagliesi hanno protestato perchè strade abitualmente praticate non erano libere. E’ evidente che di fronte ad un evento eccezionale i mezzi che liberano le strade devono fare una scelta. E non si possono accontentare tutti.
Lungo la superstrada Flaminia, da Cagli a Cantiano a Gubbio, non pochi automezzi privi di catene sono rimasti bloccati, creando notevoli difficoltà anche agli spazzaneve. Automobilisti al freddo, tanto che si è chiesto l’intervento della squadra dei volontari della Croce Rossa di Fossombrone. Quattro persone, partite verso le 19.30 per soccorrere automobilisti bloccati lungo la Contessa. Hanno portato viveri e bevande a bordo di un fuoristrada.
La superstrada è stata presa letteralmente d’assalto dai residenti in entroterra che lavorano a Fano e Pesaro. Vista la situazione, non pochi hanno abbandonato anzitempo aziende e uffici per fare ritorno a casa.
A Fossombrone, alberi danneggiati al parco Carloni per il peso della neve. Tronconi caduti in più parti della cittadina. Qualche caduta lungo le gradinate dal centro storico alla Cittadella. Bambini alle prese con il pupazzo davanti alla sede comunale. Già, con la neve fanno festa soprattutto i bambini. I carrozzieri. E gli ortopedici. Attenzione al ghiaccio. Sotto a neve è ancor più pericoloso.

L.M.
Da “Il Corriere Adriatico" del 26/01/2005 - Cronaca di Fossombrone

Aule vuote ieri e oggi e difficoltà anche nel tratto autostradale all’altezza di Marotta Sospesa la linea di bus Pergola-Fossombrone
Scuole chiuse e traffico in tilt
Neve in Valcesano, incidenti in serie e tanti disagi

MONDAVIO - Brutto tempo per quasi tutta la settimana: il centro sud, in particolare le coste adriatiche sono state investite da aria gelida polare proveniente dal Nord Europa. Abbondanti nevicate su Fano e Valcesano hanno provocato qualche disagio: scuole pubbliche chiuse, tamponamenti e sospensione del servizio di autolinee. Anche se non occorre, per il momento, montare le catene da neve, è sempre utile tenerle a portata di mano se si viaggia sulle strade dell’entroterra. A Mondavio ben 10 centimetri di neve sulla strada hanno costretto i mezzi del comune ad operare tempestivamente. Sempre nel capoluogo, in via Sant’Isidoro, si è verificato un tamponamento a catena: con mezzi fermi in salita ed un autocarro finito fuori strada. Le scuole di primo grado, ieri ed oggi, rimangono chiuse. Mentre il trasporto pubblico è regolarmente in funzione.
Oggi, anche a Monte Porzio, Mondolfo, Orciano di Pesaro, San Costanzo e San Lorenzo in Campo le scuole restano chiuse. Gli studenti riprenderanno le consuete lezioni a partire da domani, salvo precipitazioni nevose improvvise. A Mondolfo e Monte Porzio, nonostante la neve, non si sono verificati gravi incidenti stradali. Le strade sono percorribili. Nella città di Pergola, coperta da 8 centimetri di neve, gli spazzaneve hanno immediatamente sgombrato le strade, permettendo ai veicoli di transitare in piena sicurezza. Anche se nella mattinata di ieri è stata sospesa la linea di autobus che collega Pergola a Fossombrone. E molti ragazzi che frequentano gli istituti superiori sono rimasti a casa. A San Lorenzo in Campo si circola bene. Fatta eccezione per le strade interne delle frazioni di San Vito e Montalfoglio. Nel comune di Saltara gravi disagi all’uscita delle scuole: ieri mattina, infatti, si è verificato un incidente che ha coivolto tre autovetture e ha intasato il traffico. Nessun problema invece per il trasporto pubblico perché i mezzi comunali hanno pulito le strade interne e anche un tratto della provinciale monbaroccese. Non è stata la neve la causa di un brutto incidente avvenuto ieri mattina sull’autostrada: poco prima dell’uscita di Marotta in direzione nord (subito dopo l’area di servizio Metauro), una Lexus ha tamponato un autocarro Iveco e una Peugeot 307. Il conducente e il trasportato della Lexus sono stati soccorsi dall’ambulanza e trasportati d’urgenza all’ospedale di Fano, riportando ferite lievi. Nonostante le precipitazioni nevose, l’autostrada è completamente sgombra.
Barchi è stata imbiancata da 10 centimetri di neve. Disagi per il maltempo anche a San Giorgio di Pesaro, specie in via Roma (zona Montagnola).
ELENA RAPISARDI
Da “Il Corriere Adriatico" del 26/01/2005 - Cronaca di Fano

A Serra e a Pergola i disagi maggiori. In tutta l’area catene obbligatorie e nei tratti più difficili divieto di transito per i mezzi pesanti
Stretti nella morsa del gelo
In Valcesano nevica da due giorni, scuole ancora chiuse

SERRA SANT’ABBONDIO - Forte vento e abbondanti nevicate: il maltempo ha stretto nella morsa del gelo i comuni dell’entroterra. Disagi per gli automobilisti, lezioni scolastiche sospese in alcuni comuni, problemi per i mezzi di pronto soccorso: si presenta così la Valcesano, coperta dal manto bianco. All’opera la polizia municipale, coadiuvata dagli spazzaneve comunali e provinciali, nello sgombero delle strade. Molti i camion bloccati nella neve e difficoltà anche per gli allevatori a raggiungere i luoghi dove ricoverano il bestiame. Il paese più colpito dalle precipitazioni nevose è certamente Serra Sant’Abbondio: quasi un metro di neve ricopre la zona.
Zona in cui non transitano le ruspe. Tuttavia, gli spazzaneve sono in continua azione di sgombero, anche se lo strato nevoso si riforma ad una velocità sorprendente. Il comune ha emesso l’ordinanza di chiusura delle scuole fino a sabato 29 gennaio. Gli automobilisti circolano rigorosamente con le catene da neve. I mezzi pubblici sono in forte difficoltà specie nel raggiungere le frazioni di Petrara, Colombara, Leccia, Poggetto e Montevecchio. I cittadini dislocati nelle campagne stanno vivendo in uno stato d’isolamento. Un anziano signore ha chiamato ieri mattina in comune per chiedere aiuto, non potendo raggiungere con i propri mezzi l’ospedale di Urbino, dove ogni giorno è sottoposto alla dialisi. Fortunatamente il 118, la protezione civile, la polizia municipale e quella stradale stanno operando in maniera efficiente e continuativa su tutta la zona.
Una forte nevicata sta interessando da due giorni la città di Pergola: anche se la maggior parte delle strade sono percorribili, si sono verificati gravi problemi alla circolazione degli automobilisti lungo viale Martiri della Libertà, a causa della caduta di rami, sotto il peso della neve e delle folate di vento. Oggi le scuole restano chiuse. Purtroppo rischia di saltare anche la partita di calcio che si dovrebbe disputare domenica 30 gennaio, nel campo comunale di Pergola.
Le condizioni atmosferiche sono lievemente migliorate, rispetto ai giorni scorsi, in altri comuni della Valcesano. E le scuole di Mondolfo, Monte Porzio, San Costanzo, Orciano e Mondavio riaprono regolarmente le porte agli studenti che fino a ieri sono rimasti a casa per il maltempo.
Nevica con interruzioni a Montemaggiore al Metauro e a San Costanzo dove comunque le strade sono percorribili grazie all’intervento dei mezzi della Provincia.
Anche a Saltara continua a nevicare: le vie interne sono imbiancate ma sono transitabili dagli automobilisti senza catene.
La situazione sembra essere tornata alla normalità nel comune di Mondolfo, dove le precipitazioni nevose sono diminuite e non si registrano disagi. Nevica fievolmente anche ad Orciano di Pesaro, Barchi e San Giorgio di Pesaro. Tuttavia, secondo le previsioni del tempo, effettuate dal meteorologo fanese Paolo Turiani, le condizioni atmosferiche non miglioreranno, fatta eccezione per la giornata di domani (le temperature saranno in lieve aumento). E per il weekend sono previste abbondanti precipitazioni nevose sulle aree oltre i quattrocento metri di altitudine.
ELENA RAPISARDI
Da “Il Corriere Adriatico" del 27/01/2005 - Cronaca di Fano

“Una nevicata così non si vedeva dal 1930” Il sindaco di Cantiano bloccato sul Petrano Arrivano le visite fiscali Urbino riapre le scuole
“Stato di calamità naturale”
La Provincia a Regione e Governo: “Anche cumuli di 5 metri di neve”

Era preventivabile, dopo quanto accaduto mercoledì, l’ennesima giornata da tregenda vissuta dall’entroterra. L’Amministrazione Provinciale ha inviato un telegramma a Roma e Ancona, al Governo e alla Regione, chiedendo lo stato di calamità naturale. Confermata, quindi, la situazione disastrosa in decine di Comuni.
Ma non mancano le polemiche. Dalla valle del Conca segnalano che la strada provinciale che conduce a San Marino è ghiacciata, coperta di neve, infida per gli automobilisti, ma quando si raggiunge il cartello “Benvenuti nell’antica Terra della Libertà” lo scenario cambia, la strada è pulita, di ghiaccio non c’è traccia. E San Marino è a quota 700 metri!
Nel telegramma viene sottoposta la gravità della situazione maltempo nella provincia di Pesaro e Urbino.
“Nevicate eccezionali, alle quali non si assisteva dagli anni '30” sottolinea il presidente Ucchielli. “In alcune zone - informa la Provincia - i muraglioni bianchi, per le violente raffiche di vento, hanno raggiunto dai 3 ai 5 metri di altezza. Gli accumuli più vistosi si segnalano a Carpegna, Casteldelci, Pennabilli e nella zona di monte Nerone”.
Eppure, ieri pomeriggio, un timido raggio di sole a rallegrato Urbino, anche se non ha scaldato i cuori e le mani. Ma Urbino ha deciso di riaprire le scuole. Tutte le strade più importanti sono libere, ma in agguato c’è un pericolo ancora più infido: il ghiaccio!
Notevole l’impegno dei vigili del fuoco di tutta la provincia, che - come anticipato ieri - hanno raddoppiato i turni. A Urbino hanno dovuto aiutare anche i medici incaricati di effettuare visite fiscali a chi non s’era presentato a lavoro inviando certificati medici. Un incidente stradale a Montecalvo in Foglia non ha provocato gravi conseguenze alla persona coinvolta.
A Cagli, nel cuore della zona più colpita, e a Cantiano, i mezzi dei Comuni hanno raggiunto le frazioni di Tarugo, Molleone e Palcano, isolate per ore. Il sindaco di Cagli, Papi, ha chiesto comprensione: “Stiamo mettendo in ordine le priorità. La precedenza va alle emergenze sanitarie, alle persone che devono raggiungere l’ospedale per sottoporsi a dialisi, a chi ha necessità di ricevere le medicine, agli anziani e ai bambini piccoli. Tutto il personale è mobilitato ma la neve è tanta e i mezzi hanno difficoltà a passare”.
Una curiosità: ieri a Pesaro non è arrivato il Pane di Chiaserna.
Racconta il sindaco di Cantiano, Martino Panico: “Ero sul Petrano con l’assessore Angradi quando siamo stati sorpresi da una bufera di neve. Per liberarci sono intervenuti il camion spazzaneve del Comune e la turbina della Provincia. Ma adesso, dopo tanto lavoro, tutto il territorio è sotto controllo”.

(ha collaborato Giovanni Bartoli)
LUCIANO MURGIA
Da “Il Corriere Adriatico" del 28/01/2005 - Cronaca di Fossombrone

La coltre bianca cade dai tetti
Un pericolo per chi transita in corso Garibaldi. Prosegue la vacanza

FOSSOMBRONE - Le scuole di ogni ordine e grado restano chiuse a Fossombrone fino a lunedì. La seconda ordinanza del sindaco è stata emessa ieri mattina mentre la cittadina metaurense si svegliava di nuovo sotto una tormenta di neve insistente. Lo stesso provvedimento, in attesa che possa ripristinarsi la viabilità interna, è stato presa anche dai Comuni limitrofi.
Novità: ci sono state segnalazioni di encomio, da parte di diversi cittadini per la solerzia con cui sono intervenuti i mezzi comunali per pulire le strade. Per fortuna sono venuti meno freddo e gelate. Questo ha agevolato di parecchio la situazione.
Il manto nevoso al centro ha raggiunto anche i trenta centimetri. Nelle immediate vicinanze e nelle zone di campagna, anche un metro.
Il pericolo maggiore, in particolare lungo corso Garibaldi, è dato da grandi falde di neve pressata che scivolando lentamente dai tetti possono investire gli ignari passanti.
“Chiuso per neve. Aperto, forse, pomeriggio”: ecco dei vari cartelli che si leggono lungo i tipici loggiati con molti negozi che sono rimasti con le saracinesche abbassate. Nella tarda mattinata ha fatto capolino il sole. Non è più nevicato. Il cielo è rimasto plumbeo.
Grande lavoro per i volontari del soccorso della Croce Rossa Italiana alle prese con interventi continui sul territorio in stretto collegamento con la sede operativa centrale della protezione civile. A bordo dello speciale mezzo attrezzato contro gli incendi e capace di raggiungere le zone più impervie con qualsiasi condizione climatica le squadre dei volontari si sono portate ovunque rispondendo a tutte le chiamate. Hanno provveduto anche a portare a destinazione un medico della Potes di Pergola. l'ambulanza a doppia trazione si é rivelata indispensabile per alcuni trasferimenti di malati che avevano segnalato urgenze. Nel primo pomeriggio di ieri lo stesso mezzo era in viaggio alla volta di Pianello di Cagli e Apecchio per un giro di perlustrazione e fare il punto della situazione. Soccorsi anche molti automobilisti in difficoltà. Gli stessi sono stati rifocillati con bevande e alimenti.
Da più parti si segnala una sorta di strage di alberi letteralmente schiantati. A Calmazzo un grosso tronco era finito sulle Flaminia. Alcuni ragazzi hanno provveduto a tagliarlo e spostarlo. La loro è stata un'azione meritoria. Danneggiati alcuni alberi del parco Carloni.
ROBERTO GIUNGI
Da “Il Corriere Adriatico" del 28/01/2005 - Cronaca di Fossombrone


Isola del Piano Sant’Ippolito Montefelcino
Sessanta centimetri misurati nel paese Difficile raggiungere le case isolate Nessun rinvio per Sant’Esuperanzio

Da 60 centimetri di neve nel paese al metro e passa sulle Cesane. Le scuole restano chiuse. Il sindaco Paolo Battistoni assicura che non si sono avute emergenze particolari. Conferma che il fenomeno è stato di quelli eccezionali. I mezzi incaricati dal Comune sono riusciti ad aprire tutte le strade di campagna. Hanno anche raggiunto le case isolate. Esiste una situazione di sostanziale sicurezza anche nel caso di emergenze che dovessero interessare persone anziane.
Difficoltà per i mezzi nel raggiungere le abitazioni più isolate si sono avute nel Comune di Sant'Ippolito. Uomini e mezzi sono rimasti impegnati fino a tarda mattinata prima di arrivare a destinazione. Le operazioni sono state seguite via telefono dal sindaco Dimitri Tinti costretto a casa dall'influenza. Nel pomeriggio di ieri la situazione era sotto controllo. Si spera che non nevichi ancora.
Il sindaco Giampiero Manoni assicura che non ci sono problemi particolari. Quattro grossi mezzi hanno dovuto lavorare giorno e notte per aprire tutte le strade. 70 centimetri di neve a Fontecorniale. Si terrà regolarmente la cerimonia del premio di Sant'Esuperanzio riservato alle scuole in programma domani (sabato 29). Domenica celebrazione solenne del patrono.

Da "Il Corriere Adriatico" del 28/01/2005 - Cronaca di Fossombrone

Necessari anche 45 minuti per raggiungere il capoluogo, ma solo con catene montate
Un bianco assedio alle colline
Da Candelara a Novilara viaggiare è stata un’impresa

Un paese praticamente bloccato… sospeso sulla neve. E' molto suggestivo lo scenario con cui Candelara si è svegliata ieri mattina, un borgo all'apparenza fuori dal tempo e dallo spazio immerso in un incredibile manto di soffice neve. Venti o trenta centimetri, secondo alcuni addirittura quaranta centimetri a rallegrare gli animi giocosi di bambini increduli e contenti, e a creare non pochi disagi per gli adulti, normalmente costretti ad utilizzare mezzi propri o pubblici per spostarsi.
Passando per le vie dell'antico borgo medievale che nel 1176 ospitò Federico Barbarossa di ritorno dalla disfatta di Legnano, fin dalle prime ore del mattino il quadretto era quantomeno insolito. Residenti costretti in casa dall'eccezionale nevicata, disertando il lavoro, mentre i più piccoli danno vita alle creazioni dei canonici pupazzi di neve e scorazzano dai punti più alti del paese con slittini più o meno rimediati.
Per molte ore nessun autobus e nessuna macchina che si avventurasse sulle strade completamente imbiancate, solo qualche zelante residente munito di idoneo mezzo spartineve proprio faceva, non senza difficoltà, il giro delle vie per ripulire un manto stradale simile a una pista di pattinaggio o a un campo da hockey. Tutto questo mentre gli anziani, rigorosamente armati di piumini, calosce e moon-boot, si recavano a far spesa nell'unico alimentari, un minimarket che, come in tutte le realtà paesane, vende tutto. La maggioranza dei candelaresi a casa, dunque, mentre chi proprio non poteva fare a meno di uscire dal guscio paesano per recarsi a Pesaro, andava incontro a un calvario di ore.
Una passeggiata a mo' di maratona sotto il cielo plumbeo e rigogliosamente fioccante per raggiungere il Trebbio della Sconfitta, il punto più vicino raggiunto dai mezzi pubblici, a un chilometro (forse più) dal cuore del borgo medievale. Poi lì ad aspettare incappucciato un autobus senza orario per raggiungere una Pesaro imbiancata anch'essa come non mai.
Insomma Candelara sospesa nella neve, per la gioia dei piccini e il disagio - e in verità, vista l'assenza dal lavoro, anche qualche compiaciuto apprezzamento - dei più grandi. Nella vicina Santa Maria dell'Arzilla, invece, pur coi comprensibili disagi, la situazione appariva un po' diversa. Spazzaneve al lavoro con una certa regolarità e, tra il bianco e la foschia avvolgente, si è visto spuntare anche il blu di qualche corriera. Diversa situazione a Novilara, simile a quella di Candelara. Qualche automobilista fornito di jeep o fuoristrada è riuscito sì ad arrivare a Pesaro, ma solo dopo un'odissea durata anche tre quarti d'ora. Il punto più critico era fuor di dubbio quello in discesa in direzione Pesaro, in prossimità della curva che un tempo ospitava la pizzeria "Pippo".
Da Pesaro a Trebbiantico nessun problema, o quasi. Fuori da Trebbiantico la situazione strade era accettabile, ma il centro del paese appariva completamente inagibile. Note dolenti, inoltre, in strada Ghetto Lame e in direzione Novilara.
EMANUELE LUCARINI
Da “Il Corriere Adriatico" del 29/01/2005 - Cronaca di Pesaro

Ma non siamo a livello del ’91: in un giorno caddero 63 centimetri
Spiazzato il sindaco che aveva disposto la riapertura delle scuole. Manifestazioni cancellate
L’ennesima tormenta sulla città ducale

URBINO - Altri 35/40 centimetri si sono aggiunti ieri al quasi mezzo metro di neve che era caduta ininterrottamente da martedì a giovedì. Appena una sosta quindi e poi, ieri mattina, la sorpresa per i tanti che avevano spalato con tanto fervore convinti ormai di essersi lasciati la neve alle spalle. Lo spiraglio di sole nel pomeriggio di giovedì è stato una pura illusione che sembrava dare ragione al sindaco Corbucci che aveva comunicato per ieri la riapertura di tutte le scuole! Invece è stata una giornata memorabile! Anche se giova ricordare che resta (almeno per ora!) il 6 febbraio del 1991 la giornata con maggiore precipitazione nevosa (negli ultimi 57 anni). Quel giorno infatti erano caduti ne 63 centimetri!
Ieri una tormenta senza soste, con vento freddo di tramontana, che ha fatto desistere tantissima gente dal mettersi in movimento. Ha riferito la Polizia Municipale che il traffico attorno alla città è stato molto al di sotto di ogni previsione. Anche chi era stato informato della riapertura delle scuole, ha preferito restare a letto. Negli uffici molte assenze e ritardi. Super affollati i mezzi pubblici ai quali la gente ha fatto finalmente ricorso evitando di mettersi imprudentemente in strada con gomme inadeguate che tanti ingorghi hanno creato nei giorni scorsi. Tante scivolate per il ghiaccio che s'era formato nella notte. Gli oltre ottanta centimetri di neve hanno imposto per oggi nuovamente la chiusura delle scuole. Stasera era in programma il “Veglione dell'Avis” al Palazzetto dello Sport: è stato rinviato al 6 febbraio con “L’Allegra Brigata”. Annullato anche il mercato settimanale, rinviato “Morgano” lo spettacolo al Teatro Sanzio collegato al “Giorno della Memoria”.
La statale 73 bis di Bocca Trabaria, che era stata tenuta pulita dai mezzi antineve dell'Anas, ieri mattina era totalmente coperta da uno spesso strato di neve compatta, rendendo molto più difficoltosa la circolazione degli autoveicoli. La neve ormai, da Urbania a Borgo Pace ha raggiunto lo spessore di oltre sessanta centimetri, circa novanta a Parchiule, mentre era già oltre un metro sul valico di Bocca Trabaria. A Urbania gli automezzi a disposizione del Comune sono finora riusciti a liberare tutte le strade delle zone periferiche, comprese quelle delle alture che circondano il capoluogo. E giovedì sera un mezzo spargisale è intervenuto sulle rotatorie e nella zona artigianale e industriale.
Il Comune di Peglio, 60 km da controllare e un solo mezzo, ha chiesto aiuto alla Provincia per liberare alcuni tratti presso le provinciali, ma finora è riuscito ad evitare che rimanessero abitazioni isolate. Solo in un caso s'è stato un intervento tardivo, per un equivoco con il Comune di Urbania che solitamente provvedeva a liberare la strada. Tutti gli anziani di Peglio comunque hanno ricevuto una telefonata di controllo. Nessuna segnalazione particolare da S. Angelo in Vado e Mercatello sul Metauro, dove gli uffici tecnici al pari degli altri Comuni sono stati tempestati di telefonate, ma si è provveduto a soddisfare tutte le richieste, liberando le strade dalla consistente coltre nevosa, anche se con estrema difficoltà. Ieri, è stata la mazzata finale. Anche Mercatello ha provveduto a verificare le condizioni degli anziani che vivono in case isolate.
MARIO PELLEGRINI E MARIO CRISCILLO
Da “Il Corriere Adriatico" del 29/01/2005 - Cronaca di Pesaro


Ma solo per il nuovo millennio
E’ un record

PESARO - Otto centimetri e mezzo di neve: è stato questo il record (registrato alle 14) della neve depositata al suolo nella giornata di ieri. “La temperatura minima è stata di zero gradi verso le 8 del mattino - sottolinea Alberto Nobili dell’osservatorio Valerio -: e in tutta la giornata il termometro è oscillato tra zero e un grado. I millimetri di acqua caduta, fino alle 14 sono stati 17,8; se invece che pioggia fossero caduti fiocchi di neve a questo punto avremmo un manto nevoso di 15/17 centimetri”. Una nevicata eccezionale, quindi, sicuramente la più rilevante registrata dall’inizio di questo secolo in città. L’ultima nevicata consistente risale al dicembre del ’96 quando il manto nevoso era di dieci centimetri e mezzo e solo cinque anni prima, il 7 gennaio del 1991, il tappeto di neve era stato di ben quaranta centimetri. I bimbi di 14 anni fa se la ricordano bene la città così imbiancata ma quelli di oggi, almeno per ora, si sono dovuti accontentare di un manto un po’ più sottile.

Da “Il Corriere Adriatico" del 29/01/2005 - Cronaca di Pesaro

Un metro e mezzo di neve: una ricognizione tra disagi e intemperanze
Accecati dalla bufera

Un metro di neve a Cagli, addirittura uno e mezzo a Cantiano. E’ ancora emergenza nell’entroterra pesarese e, vista l’abbondante nevicata che è calata anche dal plumbeo cielo di ieri, la situazione non accenna proprio a migliorare.
Che l’evento di quest’anno abbia superato tutti i limiti della fragile memoria umana è ormai palese, ma l’effetto visivo che si ha nell’immergersi nel muro innevato dell’entroterra è incredibile. Aggregati ad una ricognizione della Provincia - alla presenza di Ucchielli, del dirigente De Angelis e del funzionario della Protezione civile Bertulli - lo scenario che si è presentato dinnanzi era impressionante. Percorrendo la Fano-Grosseto nel pomeriggio di ieri, chilometro dopo chilometro la situazione peggiorava. Cielo chiuso e nevischio fastidioso a cominciare dall’uscita di S. Ippolito, anche se le carreggiate erano pressoché sgombere fino all’uscita della galleria del Furlo dove, nonostante il costante passaggio di mezzi della Provincia, le strade erano ricoperte di neve. Nel punto, così come in altri, si era formato un pericoloso strato nevoso trasportato dai bordi delle corsie dal forte vento. Strade deserte, a parte qualche temerario che procedeva con jeep o macchine con ruote “incatenate” a non più di novanta all’ora.
Lo scenario nettamente più impressionante a Cantiano. A metà pomeriggio una bufera da film apocalittico ha colpito i pochi che, sfidando freddo e ghiaccio, avevano deciso di recarsi in piazza. Vento fortissimo a creare una tempesta da far chiudere gli occhi e trattenere il fiato: un metro e mezzo di neve svolazzante. Povero sindaco Panico, a fronteggiar col fato è dura. A Cagli la situazione era un po’ migliore, ma anche lì l’evento eccezionale ha causato non pochi disagi. In piazza, di fianco alla fontana bianca, campeggia maestoso un cumulo così alto che i passanti parevano tanti “Pollicino” di fronte al gigante delle favole. “E poi questo non è nulla in confronto a quello che c’è nelle frazioni... qui sembra il mare”, scherza il sindaco Papi mentre fissa il quadretto surreale del suo metro di neve. Un po’ più in là un facinoroso avvicina Ucchielli. “Vergogna!”, esclama l’uomo forse ubriaco, e per tutta risposta si sente recapitare un: “E per cosa? Solo chi ruba si deve vergognare”. L’uomo continua accusando Ucchielli di non curarsi delle strade di Cagli avendo preferito “usare i soldi dell’Anas per far rotatorie a Pesaro”. “Si vede che ce n’era bisogno”, risponde prontamente il presidente. Al di là del simpatico siparietto, neve a livelli esagerati nell’entroterra. Il manto bianco che tanto ha preoccupato Pesaro e Fano in confronto pare un trucco farinaceo da film.
EMANUELE LUCARINI
Da “Il Corriere Adriatico" del 30/01/2005 - Cronaca di Urbino

Il fiume gelato: uno spettacolo
La “banchisa” del Metauro


FOSSOMBRONE - L'ultima volta era successo nel 2002 ma senza neve. Dopo la coltre bianca mai così abbondante se non come nel 1985 ecco il fiume ghiacciato. Vent'anni fa si trasformò in una sorta di pista bianca. Perché sul lungo lastrone nevicò ancora. Il freddo si è fatto sentire, dopo le temperature tutto sommato miti dei giorni delle grandi tormente. Allora la temperature sfiorò i meno 15. L'altro mattina poco più della metà. Un evento che a Fossombrone i più anziani considerano eccezionale. Il Metauro ridotto così com'è oggi solo per il clima secco e rigido nella storia cittadino non lo ricordano in tanti.
A guardarlo dall'alto sembra qualcosa di irreale. Se si scende invece lungo gli argini si tocca quasi con mano una sensazione strana e impressionante. Solo sotto il ponte della Concordia è rimasta un'area ancora libera. E lì il punto focale dell'intero percorso del fiume. Il ponte dalla caratteristica architettonica unica. è stato ritratto nelle varie fasi di ricostruzione dopo i bombardamenti da Anselmo Bucci. Allora dipingeva dalla casa del notaio Cesarini. In questa larga ansa è di norma particolarmente rigoglioso. Adesso regna il silenzio. Anche nell'attiguo parco fluviale abituato invece ad essere frequentato da pescatori, amanti della natura, podisti o semplici curiosi. Quei rami che non galleggiano ma letteralmente si appoggiano sullo specchio immobile permettono agli amanti della fotografia di poter archiviare immagini sicuramente da conservare. Forse un domani proseguiranno la storia iconografica del Metauro.
Quando scorreva con molta più acqua come mostrano le immagini storiche le donne lo raggiungevano per lavare i panni. Il fiume era la spiaggia di tutti sui sassi bianchi e puliti. Negli ultimi anni i fenomeni atmosferici rimasti in archivio riguardano il 16 marzo 1999. Viene ricordato come uno dei giorni più freddi: -7.
R.G.
Da “Il Corriere Adriatico" del 02/02/2005 - Cronaca di Urbino


 
 
 
 
Fossombrone - Il fiume Metauro(foto Paci)
Fossombrone - Il fiume Metauro (foto Paci)
 
   
 
 
 
Fossombrone - La Cittadella (foto Paci)
Fossombrone - Tetti e Cappuccini (foto Paci)

FONTE DEGLI ARTICOLI: www.corriereadriatico.it FONTE DELLE IMMAGINI: www.coraledifossombrone.it
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