Nevicata a Fano e piena del Metauro nel febbraio 1991

FANO IN TILT PER IL " NEVONE "

Fano bianca, Fano polare, Fano paralizzata. L'abbondante nevicata che è caduta nella giornata di mercoledì ha colto la cittadinanza impreparata e ha messo a dura prova l'azione dei mezzi di soccorso. I disagi più grossi sono stati accusati dal traffico che è rimasto paralizzato su ogni arteria e su ogni via di comunicazione secondaria per molte ore. I tecnici e il personale del Comune, insieme ai Vigili del fuoco, agli agenti della Polizia Stradale, dei Carabinieri e delle altre forze di pronto soccorso alle centinaia di automobilisti che sono rimasti bloccati sulla A.14.
Nella residenza Municipale, il Sindaco e gli amministratori hanno attivato una vera e propria centrale operativa, rimasta in funzione ininterrottamente anche per tutta la notte tra mercoledì e giovedì, alla quale sono confluite tutte le segnalazioni di emergenza e da dove si sono coordinati gli interventi. Innanzitutto c'è da segnalare la grande operazione di soccorso compiuta nei confronti di coloro che erano rimasti bloccati sull'autostrada, alcuni da parecchie ore, senza poter disporre di alcun genere di conforto.
Dato che non era possibile penetrare nell'arteria dal casello autostradale, una squadra di operai ha aperto un varco nella recinzione nei pressi del ponte di Centinarola, permettendo alla gente di defluire e di salire su un pullman del trasporto urbano. Con questo mezzo, circa 300 persone sono state trasportate verso un ricovero di fortuna. Per alloggiarle è stato subito reso disponibile il Seminario Regionale, mentre per disporre del Convitto "Vittorio Colonna" è stata necessaria l'emissione di un'ordinanza prefettizia.
Per il continuo affluire di persone bisognose di soccorso, in seguito, si sono occupati alcuni alberghi e la stessa sala del Consiglio Comunale. Una prima distribuzione di bevande e di pasti caldi è avvenuta alla Caserma dei Vigili del Fuoco e a cura del Comune al Ristorante Metauro in viale Piceno; ieri le cucine delle mense pubbliche hanno lavorato a pieno regime per rifocillare coloro che erano ancora fermi sulle strade di grande comunicazione o avevano bisogno comunque di assistenza.
Tra le persone soccorse, c'era anche un bambino di circa 8 mesi, rimasto in macchina mentre fuori infuriava la tempesta dalle 12.00 alle 24.00 di mercoledì; per lui e per la sua famiglia si sono aperte le porte dell'Istituto Cante di Montevecchio.
Grosse difficoltà hanno incontrato gli automobilisti che percorrevano la Statale Adriatica, rimasta bloccata anche per gran parte della giornata di ieri da una lunga fila di automezzi pesanti che ha eliminato ogni possibilità di collegamento tra Fano e Pesaro; solo la ferrovia ha mantenuto la comunicazione. Anche qui i conducenti degli automezzi hanno atteso non poco prima prima che giungessero i primi soccorsi; in grave impaccio si è trovato un gruppo di cecoslovacchi che mai pensava di incappare in una bufera del genere.
Ieri mattina gli automezzi dell'Amaf ancora non riuscivano a raggiungere le località collinari del Comune: grosse difficoltà di collegamento sono evidenziate per Carignano, Roncosambaccio, S.Andrea, Caminate; su queste linee gli autobus hanno dovuto forzatamente effettuare il capolinea a ridosso delle salite. Un bus navetta collega costantemente la Stazione Ferroviaria al Pincio in corrispondenza dell'arrivo dei treni. Comunque i mezzi hanno evidenziato una grossa difficoltà a muoversi con la neve, causando a volte loro stessi ostacolo al traffico. I mini-autobus, quali automezzi più manovrabile leggeri, sono stati ugualmente ostacolati dalla mancata dotazione di catene e pare sul mercato, di queste, non se ne trovino.
In città non si sono evidenziati problemi per gli anziani ospitati nelle case di accoglienza e per coloro che vivono soli. L'appartamento gia pericolante di casa Bracci-Pagani è stato fatto sgombrare e l'ospite ricoverata al centro residenziale di Via Tito Speri. Resta ancora da appurare la situazione in periferia e nelle zone in campagna, dove ancora ieri i mezzi di soccorso non sono potuti giungere. Un appello è stato rivolto ai proprietari di jeep e fuori strada perché mettano a disposizione la loro opera di volontariato.
A questo proposito non è mancata la pronta disponibilità delle associazioni che concorrono alla protezione civile, in primo luogo degli radioamatori, che hanno mantenuto i collegamenti con i mezzi in panne sull'autostrada. Fano comunque è stato il primo comune a intervenire sul fronte dell'emergenza: tutti gli asili e tutte le scuole materne sono state sgombrate, l'erogazione dell'acqua e del gas è stata sempre assicurata; ieri uno spazzaneve ha permesso di soccorrere una persone anziana a Roccosambaccio che si era fratturata il femore; da oggi si comincerà con lo spargere acqua salata nel centro storico per cercare di sciogliere la neve.

Da: "Il Resto del Carlino" del 6-2-1991

Nevicata del febbraio 1991. Piazza Costanzi a Fano (da calendario Cassa Rurale Fano).

Nevicata del febbraio 1991, Borgo Cavour a Fano (da calendario Cassa Rurale Fano).


FONTE DELL'ARTICOLO E DELLE IMMAGINI:
Poggiani L. e Volpini P. - Nevicate dal 1971. In: La Valle del Metauro - Banca dati sugli aspetti naturali e antropici del bacino del Metauro. Ed. Associazione Naturalistica Argonauta e Comune di Fano, Fano (PU). Sito Web: www.lavalledelmetauro.it (consultato il 28/02/2008).

Questa pagina è stata visitata 378 volte