Nevicata in Provincia di Pesaro e Urbino nel gennaio 1985

LA PROVINCIA NELLA NEVE

Tutto il territorio pesarese è stato investito ieri da una imponente tormenta di neve che ha ricoperto le vallate con oltre 30 centimetri e le località collinari e montane con una coltre da 60 a 80 centimetri. Tutte le strade statali e provinciali sono aperte, ma si circola soltanto con catene; alcune località montane sono isolate da 24 ore perché le strade sono interrotte da cumuli alti anche due metri; è mancata l'energia elettrica in varie località del Montefeltro e delle colline prossime alla costa lasciando all'addiaccio migliaia di persone. Nel pomeriggio è ritornata la luce. Fano si è svegliata ieri mattina sotto la neve che aveva cominciato a cadere verso le 2,30; qualche tempo dopo la città era imbiancata; in mattinata i centimetri erano una ventina. Da anni la neve non cadeva cosi abbondante in città, e la cosa ha subito provocato seri disagi nella circolazione. Auto si sono messe dl traverso nelle strade principali, alcuni pedoni sono scivolati sui marciapiedi. Il semaforo all'incrocio dell'Adriatica con la Flaminia è in tilt da venerdì sera e ha aggiunto altro impegno al lavoro dei vigili urbani. Saltato naturalmente il mercato del sabato in piazza XX Settembre, mentre sono rimasti coraggiosamente al loro posto ortolani, fruttivendoli e venditori di pesce al mercato di piazza Andrea Costa.
A Urbino la coltre ha superato i 30 centimetri, in alcuni punti il vento ne ha accumulati molti di più; ovunque si circola con difficoltà e sono obbligatorie le catene. Tutte le abitazioni ubicate lungo la strada delle Cesane sono isolate a causa di cumuli alti fino a un paio di metri; anche l'abitazione del consigliere regionale Dino Tiberi è bloccata. Nel pomeriggio squadre di operai della Provincia e del Comune erano al lavoro per aprire l'arteria. Nella discesa Valbona ieri mattina un camion della Granarolo che distribuiva latte ai negozi è finito contro una casa; i carri attrezzi dell'Aci hanno lavorato per ore traendo d'impaccio diversi automezzi.
La Flaminia è percorribile con catene da Fano al passo della Scheggia; al passo del Furlo il manto nevoso raggiunge il mezzo metro ed è impossibile per gli addetti alla bonifica del Pietralata continuare il lavoro in queste condizioni; va da sé che la riapertura della strada subirà un rinvio di un paio di giorni rispetto ai tempi programmati, sempre che la neve non continui a cadere. Nella vallata del Metauro e dei suoi affluenti la situazione è la seguente: a Fossombrone, Cagli, Cantiano, Acqualagna, Piobbico, Apecchio, Fermignano, Urbania e S. Angelo inVado l'altezza della neve va dai 30 ai 40 centimetri; più consistente è la coltre bianca a Mercatello e a Lamoli, a Peglio isolata dal fondovalle e in alcune frazioni dei comuni di Cagli (Pianello, Serravalle, Valdara, Pieve di monte Paganuccio, Tarugo), di Cantiano (Palcano, Moria, Fossato), Mercatello (Guinza, Montedale e Parchiule); in questi paesini la situazione non è drammatica, pur essendo bloccati da diverse ore, i viveri sono più che sufficienti e in serata sono attesi i mezzi comunali che provvedono a riaprire le strade semisepolte dalla neve.
I valichi appenninici di queste zone sono tenuti aperti dal costante e regolare passaggio delle ruspe dell'Anas; i Carabinieri hanno registrato un traffico rarefatto, la Polizia stradale consiglia di non mettersi in viaggio finché continuerà a nevicare. A Bocca Trabaria si registrano 80 centimetri di neve. 70 a Bocca Serriola e alla Contessa, mezzo metro alla Scheggia. A Piobbico si segnalano interruzioni sulla strada che collega Rocca Leonella e Secchiano; la strada per monte Nerone è tenuta aperta con molta difficoltà; in vetta alla montagna la neve supera il metro.

Da: "Il Resto del Carlino" del 5-1-1985


LA PROVINCIA NEL GELO: - 20° SUL CATRIA. A FANO SI AGGRAVANO I DISAGI

Tutto il territorio provinciale è stato nuovamente investito da una fitta nevicata che, iniziata all'alba di ieri, nell'interno ha aggiunto altri 20-30 centimetri allo strato già esistente, provocando dappertutto estremi disagi nella circolazione, la chiusura delle scuole, il blocco degli impianti di riscaldamento a seguito del grande freddo. (....) Nella nottata tra lunedì e martedì il freddo è stato polare: - 20° nella zona di Serra S.Abbondio a Catria, - 14° a Villagrande e a Frontone. Cominciano a scarseggiare gasolio e carburanti per l'autotrazione, ma anche carbone e legna nei casolari isolati; sul gruppo del Catria sono stati visti alcuni cinghiali scendere a valle in cerca di cibo.
L'Associazione naturalistica Argonauta esprime il proprio disappunto nei confronti di coloro che approffittano di queste giornate per esporre trappole di ogni genere onde catturare senza fatica uccelli stremati dalla fame e dal freddo; l'Associazione pertanto invita i cittadini ad esporre invece mangiatoie a beneficio degli uccelli che a causa della neve hanno difficoltà di reperire il cibo che ora più che mai è necessario per superare i rigori dell'inverno.

Da: "Il Resto del Carlino" del 9-1-1985

Nevicata del gennaio 1985: Tormenta di neve in arrivo, Campo d'Aviazione di Fano.
Luciano Poggiani


FONTE DEGLI ARTICOLI E DELL'IMMAGINE:
Poggiani L. e Volpini P. - Nevicate dal 1971. In: La Valle del Metauro - Banca dati sugli aspetti naturali e antropici del bacino del Metauro. Ed. Associazione Naturalistica Argonauta e Comune di Fano, Fano (PU). Sito Web: www.lavalledelmetauro.it (consultato il 28/02/2008).

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