Nevicate in Provincia di Pesaro e Urbino nel dicembre 1970

L’INTERA PROVINCIA SEPOLTA

Su tutta la provincia nevica da quaranta ore senza interruzione; il cielo, nel tardo pomeriggio, era ancora chiuso e la precipitazione non era diminuita di intensità. A parere delle popolazioni della Val Marecchia, si tratta di una delle più eccezionali nevicate degli ultimi tredici anni. La situazione, anche se per il momento non appare drammatica, è indubbiamente pesantissi ma in tutto il Montefeltro dove molte località sono già isolate. A NovafeltrIa lo strato nevoso raggiunge il metro; i passi di Perticara e di Botticella sono intransitabili; le ruspe che sono all'opera da stamattina non riescono a passare davanti a cumuli di neve alti diversi metri. Perticara è completamente isolata da 24 ore; tutte le frazioni dei Comuni di Novafeltria, Talamello, Sant'Agata e Pennabilli, oltre a Casteldelci, risultano isolate, non solo a causa dell' eccezionale altezza del manto nevoso, ma anche perché il vento ha accumulato la neve nei punti più esposti, rendendo impossibile l'apertura dei varchi anche ai potenti mezzi spartineve. Per il momento, la situazione della Val Marecchia non sembra preoccupare anche perché la strada statale è mantenuta sgombra fino a Pennabilli e consente in qualche modo gli indispensabili collegamenti coi centri costieri per l'approvvigionamento di medicinali e viveri. Ovunque le scuole sono state chiuse con un giorno di anticipo rispetto alla data stabilita dal provveditore e la cosa è del tutto comprensibile. L'intera zona di Carpegna è da ieri sera priva di energia elettrica: èfacile comprendere quali gravi .disagiè costretta a sopportare la popolazione. In molti punti gli spazzaneve sono costretti a tornare indietro. La situazione si va facendo drammatica.
I carabinieri di Novafeltria si sono recati stamattina a Maiolo per prelevare una ammalata e ricoverarla all'ospedale; hanno altresì collaborato coi .tecnici comunali per riparare guasti alle linee elettriche e telefoniche, determinati dalla violenza della precipitazione e dalle raffiche di vento.
All'altro capo della provincia, precisamente nella zona del Catria, la situazione è notevolmente diversa; l'intervento delle ruspe da parte delle amministrazioni comunali ha reso possibile lo sgombero delle strade verso passo della Scheggia, che è transitabile con l'ausiloio delle catene, nonostante ci sia quasi un metro di neve.
A Cantiano lo strato raggiunge i 70 centimetri. Una drammatica situazione stanno subendo tre ammalati di Chiaserna, frazione che, insieme a quelle di Lunate e Palcano, è del tutto isolata dal capoluogo Cantianese, in quanto la Amministrazione provinciale, responsabile della strada di collegamento, non si è preoccupat.a di far trovare una ruspa (e ciò avviene regolarmente da anni).
Il parroco di Chiasema. si è recato stamattina presso la locale caserma dei carabinieri per invocare aiuto, ma con la “campagnola” non è possibile superare barriere di neve alte quasi due metri. Il sacerdote non ha potuto ritomare in parrocchia.
A Frontone la neve ha raggiunto i 60 centimetri; le strade sono aperte; si viaggia con estrema difficoltà; il comune ha provveduto a liberare le strade che colllegano le frazioni al capoluogo. Sul Catria si calcola che la neve raggiunga il metro e mezzo.
Tutta la vallata del Candigliano e del Biscubio è quasi completamente isolata; le comunicazioni telefoniche sono interrotte da diverse ore; ieri sera le ultime notizie davano un metro di neve a Serravalle di Carda e oltre un metro e mezzo in vetta a monte Nerone. Anche l'alta Val Metauro è paralizzata dalla neve: il telefono funziona irregolarmente; Lamoli e Borgo Pace, ai piedi di Bocca Trabaria, sono coperte da decine di centimetri di neve; il passo è transitabile con estrema difficoltà.
A Urbino, nel pomeriggio, la neve aveva raggiunto quasi gli 80 centimetri; i8 servizi pubblici riescono a mantenere i collegamenti con Pesaro; i mezzi privati si muovono con precauzione; il traffico interno è completamente paralizzato; si stanno aprendo sentieri nelle vie del capoluogo feltresco. Alcuni studenti sono stati accompagnati alle loro case con mezzi dei carabinieri.
La neve è caduta anche lungo la costa; a Pesaro per tutta la giornata è nevicato, ma senza imbiancare le strade e i tetti delle abitazioni; era già ben visibile sulle vicine colline di Novilara e Candelara; già a Mombaroccio e Sant’Angelo in Lizzola lo strato raggiungeva altezze considerevoli. Per alcune ore il convento del Beato Sante è rimasto isolato a causa di alti cumuli di neve formati dalle raffiche di bora. L'intervento successivo di uno spartineve ha tolto i religiosi della precaria situazione.
Nel tardo pomeriggio sono giunte altre informazioni dall'entroterra, che rendevano più grave e allarmante il quadro della situazione in provincia.
La gente cosi vive all'addiaccio, senza luce, acqua e riscaldamento. Sulla Piandimeletese, a causa di cumuli di neve superiori al metro di altezza, sono rimasti bloccati automezzi pesanti ed automobili; a fatica le ruspe sono riuscite a liberarli dall'incomoda situazione.
A Fossombrone la neve raggiungeva il mezzo metro, ma la Flaminia era ugualmente transitabile. Molte frazioni sono isolate: tra queste Montalto di Tarugo, Peglio, San Martino dei Muri, Caspessa e San Piero.
A Carpegna la neve superava il mezzo metro a mezzogiorno, e le strade erano parzialmente bloccate; cumuli di tre-quattro metri, ostacolavano l'opera dei mezzi antineve. L'energia elettrica, come abbiamo detto sopra, è venuta a meno da mezzanotte in, quasi tutti, i comuni dell'alta Val del Foglia per una rottura dei fili tra Novafeltria e Montecopiolo. A S. Agata Feltria, nella cui piazza centrale la neve raggiunge stasera il metro e 40 centimetri, si è rimasti isolati e senza luce; motivi burocratici impediscono di utilizzare la linea elettrica di riserva. Le comunicazioni per Sarsina sono state interrotte; al passo della Botticella la neve supera i quattro metri.
A Pesaro e a Fano, nel tardo pomeriggio, con la recrudescenza della temperatura, la neve ha cominciato a far presa sul terreno; tetti bianchi, strade pericolose.

Da: “Il Resto del Carlino” del 24-12-1970


FONTE DELL'ARTICOLO:
Poggiani L. e Volpini P. - Nevicate sino al 1970. In: La Valle del Metauro - Banca dati sugli aspetti naturali e antropici del bacino del Metauro. Ed. Associazione Naturalistica Argonauta e Comune di Fano, Fano (PU). Sito Web: www.lavalledelmetauro.it (consultato il 28/02/2008).

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